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The photographic collection of Giampiero Mughini

Osservatorio digitale.it features Pablo Chiereghin work in the collection

By Monica Cillario
Osservatorio Digitale
The photographic collection of Giampiero Mughini

Giampiero Mughini, from osservatorio digitale (c)

 

from the article by Monica Cillario

.....La nostra conversazione è praticamente terminata ma andando verso la porta intravedo in sala da pranzo una serie di fotografie che colpiscono la mia attenzione. Domando a Giampiero di cosa si tratta. Mi guarda con un sorriso entusiasta e mi dice: sono foto di un fotografo poco noto, un giovane esordiente direi, un certo Pablo Chiereghin: le ho acquistate in una libreria milanese in cui lui stava esponendo ed è una serie intitolata "Dopo l'8 aprile 2008", ossia dopo le elezioni politiche. Sono fotografie che rappresentano lui alla fermata dell'autobus, una pianta di basilico accanto ad una finestra, un quaderno con un foglio bianco in cui appare, molto in piccolo, il disegno stilizzato del membro maschile, insomma, sono foto che possono dire tutto e niente.

Le osservo e comprendo che mi hanno colpita per la perfezione dello scatto: non sono tagliate, non hanno subito ritocchi, sono lineari, semplici e in questa semplicità scorgo la loro forza estetica. Probabilmente la stessa forza che ha colpito anche Giampiero, che le espone sulle pareti di casa, accanto a foto di giganti come Luigi Ghirri o Irina Ionesco.

In strada rifletto sui discorsi fatti, ho gli occhi ancora pieni della meraviglia delle foto che ho avuto la fortuna di vedere da Giampiero. Penso al collezionista ma anche all'uomo, al suo cinismo che in realtà cinismo non è affatto, al dolore che ho intravisto nel suo sguardo disincantato e al fatto che per quanto belle fossero le immagini d'autore che mi ha mostrato, quelle che continuano a rimanermi impresse sono le ultime, di un fotografo molto meno noto, sconosciuto anzi rispetto agli altri grandi nomi. Un collezionista vero però è anche questo, ossia uno che acquista non solo ciò che ha un nome, ma ciò che lo colpisce, che tocca le corde della suo sentire; e mi rendo conto che se anche non esiste il "Bello" universale, esistono però una forza estetica e una sensibilità, queste forse sì, universali.

 

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Pablo Chiereghin


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